È certamente una piccola soddisfazione da condividere quella che ti può capitare in una qualsiasi giornata di novembre nei pressi dell’aeroporto di Malpensa, in particolare al ritoro bagagli.
Una lunga serie di monitor pubblicitari che circondano l’edificio, mostrando spot programmati uno dietro l’altro, intrattengono gli impazienti passeggeri che dopo interminabili minuti si vedono finalmente recapitare il proprio bagaglio. D’improvviso, quando sei ormai incantato e il tuo sguardo è completamente catturato da uno di questi monitor… Puff! Schermata blu! A quel punto non sai se ridere o rimanere in eterna attesa del tuo bagaglio. Io nel dubbio ho tirato fuori la macchina fotografica.

Schermata bluChe dire? Questo è Windows, il sistema operativo definito sicuro e affidabile da casa Microsoft, voi ci credere? Io no.

Ma cos’è una schermata blu e perchè compare? Windows blocca il computer quando a livello kernel viene generato un errore che non è risolvibile dal sistema operativo. Ciò puè essere causato da un driver di qualche periferica, spesso sviluppato da terze parti, oppure dal kernel stesso. Per evitare di causare danni ai dati presenti sull’hard disk, Windows ha come unica soluzione quella di bloccare il computer. Per approfondire: http://en.wikipedia.org/wiki/Blue_Screen_of_Death

Non voglio ora entrare in merito alla logica di funzionamento, ma diamo un’occhiata alle storiche figuracce di Windows.

Forse la più famosa durante la presentazione di Windows 98, molti di voi ricorderanno la risata a denti stretti di Bill Gates dopo la comparsa della temutissima Blue Screen of Death:

[youtube RgriTO8UHvs]

Vediamo invece cosa succede quando qualcosa non funziona durante la presentazione di Windows Media Center e Bill Gates vorrebbe spaccarlo quel telecomando, ma anche l’Xbox non sembra poi così stabile:

[youtube 8GzBfccsEUs]

Se ancora siete convinti che Windows sia un sistema operativo sicuro e affidabile guardate qui e poi leggete qui.

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Dopo anni che non utilizzavo uno scanner per digitalizzare fotografie o documenti mi sono ritrovato a rispolverare quella vecchia scatola rettangolare ormai finita in archivio. Entusiasta del fatto che con le precedenti versioni di linux il mio HP Scanjet 3300C veniva riconosciuto e funzionava alla perfezione mi sono apprestato a collegare alimentatore e cavo USB, e come per magia, la luce bianca si è accesa.

Benissimo, ora procediamo con la scansione, apriamo il programma… bene! Quale programma? Cercando nel menu di KDE non trovo nulla che corrisponda alla stringa “scan“. Niente male, installiamo Kooka con apt-get ed il gioco è fatto.

Niente di più sbagliato, kooka è stato cancellato dal pacchetto KDE Graphics. Cerchiamo quali pacchetti per KDE ci offre synaptic e compare magicamente Skanlite.

Apparentemente appare molto semplice, all’avvio riconosce immediatamente le periferiche di acquisizione video, incluse webcam.

Selezione scanner

Opzioni

ZoomPer quanto mi riguarda ha fatto egregiamente il suo lavoro e risulta essere un software leggero, intuitivo, ma soprattutto un software che fa quello che gli si chiede di fare.

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WP-Syntax è il plugin che utilizzo per evidenziare i codici che inserisco nei miei post. Da subito ho notato un problema che deriva dall’editor integrato di WordPress. Infatti al momento dell’inserimento del codice all’interno dei tag <pre></pre> tra il passaggio da modalità “Visuale” o “HTML” i caratteri speciali vengono convertiti in entità HTML, come per esempio i carattetri <> vengono tradotti in &lt; &gt;

Cercando velocemente su Internet ho subito trovato una soluzione immediata, ovvero un workaround che utilizza la funzione htmlspecialchars_decode di PHP.
Modificando una riga del file wp-syntax.php si risolve il problema.

    //$geshi = new GeSHi($code, $language);
    $geshi = new GeSHi(htmlspecialchars_decode($code), $language);

Nota: la funzione htmlspecialchars_decode è disponibile solo per le versioni di PHP superiori o uguali alla 5.1.0. Per le versioni precedenti è possibile simularla in questo modo:

if (!function_exists("htmlspecialchars_decode")) {
    function htmlspecialchars_decode($string, $quote_style = ENT_COMPAT) {
        return strtr($string, array_flip(get_html_translation_table(HTML_SPECIALCHARS, $quote_style)));
    }
}

Fonte: http://blog.felho.hu/escaping-problem-with-wp-syntax-wordpress-plugin.html

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L’acquario descritto è composto da una vasca che misura 100 cm di lunghezza, 40 cm di profondità e 40 cm d’altezza, con un volume lordo di circa 160 litri, di cui netti circa 130.

Panoramica

Filtraggio

FiltroIl filttraggio è affidato ad un filtro interno dotato di tre scomparti, nel primo troviamo il termoriscaldatore da 200w, successivamente seguendo il flusso dell’acqua vi è la lana di perlon per la filtratura meccanica e subito sotto troviamo circa 500g di cannolicchi in ceramica e infine la pompa è collocata nell’ultimo scompartimento.

Illuminazione

Inizialmente il coperchio dell’acquario era dotato di una plafoniera contenente due lampade al neon. Col tempo il contenitore di plastica trasparente che separa l’acqua dalle lampade si è degradato e quindi è diventato inutilizzabile. Con il pretesto di sostituire la plafoniera mi sono deciso a ricostruire da me il tutto: con una lastra di plexiglass ho ricostruito il coperchio trasparente sul quale ho collegato tre portalampade E27 dove ho inserito tre lampade a risparmio energetico da 15 W con temperatura di colore da 6400 °K. Il fotoperiodo ha una durata di 10 ore ininterrotte, dalle ore 9:00 alle ore 19:00.

Somministrazione della CO2

Conta bolle artigianaleLa diffusione dell’anidride carbonica in acqua è affidata ad un metodo artigianale attraverso la fermentazione del lievito di birra in acqua e zucchero. La regolazione del flusso avviene tramite una semplice valvola di plastica posta tra l’uscita della bottiglia contenente il lievito e il contabolle (anche questo costruito artigianalmente). l flusso è impostato a circa 20 bolle al minuto. Il diffusore è una semplice pietra porosa che sminuzza l’aria in bolle molto piccole. È previsto in futuro l’acquisto di un impianto di CO2 a bombola.

Allestimento e layout

Il fondo è stato preparato con circa 5kg di  Floredepot della Sera ricoperto da ghiaia di granulometria media. Ai due lati dell’acquario troviamo due radici sulle quali crescono le echinodorus ormai ben radicate al legno. Nella parte centrale della vasca è stato lasciato dello spazio libero per permettere ai pesci di nuotare liberamente sul cui suolo è presente una sabbia bianca finissima dove cresce la Glossostigma elatinoides.

Fertilizzazione

Per le piante utilizzo sia fertilizzanti liquidi che in pastiglie. In particolare alterno settimanalmente con le pastiglie Florenette A della Sera e il fertilizzante liquido Amtra con ferro bivalente.

Alimentazione

Per i pesci da fondo somministro pastiglie di Tetra Wafer Mix, per gli altri pesci alterno con Mysis surgelato, cibo liofilizzato in scaglie e in granuli. Per gli avannotti uso un mangime in polvere della Sera.

Piante

Acquario

  • Anubias bartery nana
  • Felce di Java (Microsorum pteropus)
  • Microsorum pteropus ‘Windeløv’
  • Vallisneria Gigantea
  • Muschio di Java (Vesicularia dubyana)
  • Lenticchia d’acqua  (Lemna minor)
  • Glossostigma elatinoides
  • Echinodorus tricolor
  • Egeria densa

Pesci

Plecostomus

  • 4 Scalari (Pterophyllom Scalare)
  • 1 Plecostomus (Hypostomus plecostomus) lungo 15 cm
  • 5 Black Molly (Poecilia mexicana)
  • 10 Cardinali (Paracheirodon axelrodi)
  • 2 Ancistrus (Ancistrus Dolichopterus)
  • 5 Corydoras (Corydoras aeneus)
  • 10+ Guppy (Poecilia reticulata)
  • 12 Gamberi di vetro (Caridina Japonica)

Manutenzione

Effettuo cambi parziali d’acqua settimanalmente con circa 20% di acqua trattata con Sera Aquatan e attivatore batterico e sifono il fondo dove necessario. Ogni due settimane procedo con la potatura delle piante, soprattutto su quelle a crescita rapida e pulisco i vetri da eventuali patine di alghe. La pulizia del filtro è sporadica, cambio la parte della lana di perlon più sporca ogni tre mesi.

Valori dell’acqua

  • Temperatura: 25°C
  • pH: 7.5
  • kH: 6°
  • gH: 10°
  • NO2: assenti
  • NO3: < 15 mg/l
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Come sappiamo le coordinate geografiche (latitudine e longitudine) sono espresse in gradi, minuti e secondi. Spesso capita di dover trattare questi dati in formato decimale ed è quindi utile poter convertire i decimali in gradi e viceversa.

Ecco due semplici funzioni PHP che servono a questo scopo:

    function dmsToDec($deg, $min, $sec)
    {
        return $deg + ((($min*60) + ($sec)) / 3600);
    }
 
    function decToDms($dec)
    {
        $dec = abs($dec);
        $d = (int) $dec;
        $m = (int) (($dec - $d) * 60);
        $s = ($dec - $d - ($m / 60)) * 3600;
        $s = round($s, 1);
 
        $array = array("deg" =&gt; $d, "min" =&gt; $m, "sec" =&gt; $s);
 
        return $array;
    }

Se inoltre vogliamo ottenere la stringa che rappresenta i gradi possiamo usare questa funzione che prende in ingresso il valore decimale ($dec) e una stringa ($latlng) che assume i valori ‘lat’ o ‘lng’ nel caso in cui si voglia convertire rispettivamente una latitudine o una longitudine.

    function decToDmsString($dec, $latlng)
    {
        if (! $dec) {
            return "-";
        }
        if ($latlng == 'lat') {
            $card = ($dec &gt; 0) ? 'N' : 'S';
        } elseif($latlng == 'lng') {
            $card = ($dec &gt; 0) ? 'E' : 'W';
        } else {
            throw new Exception('$latlng is not valid, use "lat" or "lng"');
        }
 
        $array = self::decToDms($dec);
        $deg = $array['deg'] . '°';
        $min = $array['min'] . '\'';
        $sec = $array['sec'] . '\'\'';
 
        $string = $card . ' ' . $deg . ' ' . $min . ' ' . $sec;
 
        return $string;
    }
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